Dal 14 al 17 maggio a Villazzano e Trento talk, performance, note. In scena ciò che viene escluso, taciuto, nascosto, considerato limite.
Cosa non possiamo più dire? O meglio: cosa abbiamo smesso di dire senza nemmeno rendercene conto? Dal 14 al 17 maggio, il Teatro di Villazzano porta in scena «Tabù» il festival che quest'anno sceglie di sfidare uno dei concetti più scivolosi della modernità: la censura. «Ci sono parole che sembrano appartenere ad altri tempi, spiega Mirko Corradini, direttore del Teatro di Villazzano e direttore artistico di «Tabù», la parola censura è una di queste. La immaginiamo come un gesto netto, esercitato da un potere riconoscibile e cattivo: qualcosa di antico e superato. Ma la censura esiste ancora, sotto nuove forme. È diffusa, spesso invisibile, agisce non solo attraverso divieti espliciti, ma orientando linguaggi, immaginari e possibilità di espressione. Si manifesta nei sistemi culturali e digitali, ma anche nella quotidianità». A partire da queste premesse, «Tabù 2026» costruisce un programma che attraversa le forme visibili e invisibili del silenziamento, mettendo in dialogo artiste, artisti, studiose, studiosi, pubblico.
Gli spettacoli e le performance indagano il rapporto tra corpo, rappresentazione e limite, portando in scena pratiche che interrogano ciò che viene escluso, taciuto o nascosto. Anteprima, la riproposizione della pièce Puttana (6 maggio 20.30, riservato ai maggiorenni), spettacolo nato nell'ambito della prima edizione di «Tabù» e diventato un titolo internazionale con repliche a New York e al prossimo Fringe Festival di Edimburgo. Il festival vero e proprio prende il via il 14 maggio con una novità, l'incursione a Trento nel quartiere di San Martino. Alla Libreria Duepunti (ore 18) Elena Pavan e Sara Zanatta analizzeranno il paradosso del «non si può più dire niente», esplorando come i media costruiscono regimi di rappresentazione e come chi detiene il potere si dichiara vittima di censura.
La serata proseguirà con il concerto di Luciano Forlese alla Bookique (ore 20.30). Dal 15 il festival si sposta a Villazzano con una programmazione che alterna spettacoli, talk e altri appuntamenti. Tra gli eventi più attesi l'incontro con lo storico Francesco Filippi che indagherà le distorsioni della memoria storica (ore 18), seguito dallo spettacolo Notte Tempo sul rapporto tra Pier Paolo Pasolini e i media (20.30). Sabato 16 spazio all'incontro tra politica e arte con un documentario su Carmelo Bene e una performance ispirata a 4.48 Psychosis di Sarah Kane, mentre domenica si alterneranno sul palco quattro lavori brevi per parlare di diversi temi: il rapporto tra emozione e controllo, la damnatio memoriae di chi si oppone al potere, il difficile equilibrio tra l'educazione e il desiderio e i fatti del G8 di Genova del 2001. Accanto al programma principale, interventi diffusi negli spazi del teatro, tra foyer, platea e camerini, e tutte le sere musica e momenti conviviali intendono trasformare «Tabù» in uno spazio di incontro e dialogo attorno a un tema del quale non si parla abbastanza.

