Cancellare un feed per riscrivere il modo di viaggiare.
L'overtourism è alimentato dai social network: le destinazioni vengono scelte sempre più in base alla foto perfetta da pubblicare, e non in base all'esperienza che possono offrire. Le mete più virali si svuotano del loro senso, e per WeRoad, brand che vive di esperienze autentiche, era arrivato il momento di prendere posizione.
Nessuno ama essere uguale a tutti gli altri.
WeRover Overtourism: una campagna che parte da un gesto radicale, azzerare il feed Instagram di WeRoad, per riscrivere il modo di scegliere una meta. Un manifesto pubblico contro il turismo di massa, costruito sui canali stessi che lo alimentano.
Tutti i post del profilo Instagram di WeRoad vengono cancellati: rimane solo una scritta, «Werover». Due giorni di curiosità, poi il reveal: «Werover Overtourism», seguito da una serie di post che riposizionano il brand come voce contro il turismo standardizzato. La campagna si estende cross-platform: un filtro Instagram con un mappamondo virtuale per scoprire mete sconosciute (con sconto del 10% per chi lo condivide taggando WeRoad); una serie di duetti TikTok che contrappongono i «dietro le quinte» degli scatti instagrammabili all'autenticità delle destinazioni WeRoad; e un'installazione interattiva ai Navigli di Milano dove i passanti esplorano in prima persona nuove mete. Risultato: prenotazioni a settembre in crescita e l'unicità riportata al centro come scelta cool.
In aggiornamento.
© 2024 Massimiliano Folgheraiter