È una vita da cani, ma potresti dargli affetto
Le campagne sull'adozione dei cani usano da sempre toni moralisti e immagini strappa-lacrime. Funzionano nel breve, ma generano colpa e distanza, non azione.
Il linguaggio quotidiano usa 'cane' per dire tutto ciò che non vogliamo essere.
Ribaltare i modi di dire negativi sui cani in 'modi di dare', gesti di affetto, calore e attenzione da restituire ai cani in attesa di casa. La lingua diventa il primo veicolo dell'adozione.
Una campagna integrata che gioca sul claim-twist tra 'modi di dire' e 'modi di dare'. Ogni espressione del parlato quotidiano viene riscritta come gesto di adozione, in chiave leggera, senza moralismi.
In aggiornamento.
© 2024 Massimiliano Folgheraiter