Massimiliano Folgheraiter
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2026 · Cortometraggio · Dossier

Il grande volto

Quanto lontano si può andare, prima di accorgersi di essersi persi?

Logline

Un giovane italiano in fuga da sé stesso arriva ad Aviemore, ultima tappa del suo viaggio on the road. La scomparsa dell'amico che pensava di incontrare lo trascina in una ricerca che lo riporta faccia a faccia con il proprio smarrimento.

Sinossi

Davide ha ventun anni e da mesi attraversa l'Europa in bicicletta. Le chiamate della sua famiglia, sempre più insistenti, annunciano la fine imminente del viaggio. Arriva ad Aviemore, nelle Highlands scozzesi, per raggiungere Sebastián, un ragazzo peruviano conosciuto durante una tappa precedente del suo percorso e trasferitosi da qualche anno in quella piccola cittadina. I due hanno in programma un trekking nel parco naturale del Cairngorms, ma una volta arrivato Davide non riesce più a mettersi in contatto con lui. Decide allora di partire da solo. Durante l'escursione incontra una squadra di soccorso impegnata nella ricerca di un ragazzo disperso: è proprio Sebastián.

Al suo ritorno ad Aviemore, Davide trova la comunità in agitazione. Gli elicotteri sorvolano il parco, i volontari si preparano alle ricerche e l'arrivo di una violenta bufera rende tutto più urgente. Quella notte Davide sogna il Perù. La madre di Sebastián si rivolge a una maga per avere notizie del figlio scomparso e, durante la seduta, emerge l'immagine di una baita isolata tra le montagne. Il giorno dopo Davide tenta di avvertire le autorità: crede di sapere dove Sebastián possa trovarsi. Ma le squadre sono già partite per un ultimo tentativo, prima che la tempesta renda impossibile continuare. Quando rientrano, di Sebastián non c'è ancora traccia. La mattina dopo Aviemore è immobile, quasi deserta, in attesa della bufera. Davide dovrebbe ripartire per l'Italia. Invece decide di inoltrarsi da solo nel Cairngorms, in un ultimo tentativo di trovarlo.

Soggetto

Davide ha ventun anni e da mesi pedala attraverso l'Europa. È in viaggio da tempo, eppure non è la fatica della strada a logorarlo, ma le telefonate di casa, sempre più frequenti, e l'idea di un ritorno in Italia che sente come una resa. Aviemore, nelle Highlands scozzesi, è l'ultima tappa che si è concesso: lì vive Sebastián, un ragazzo peruviano conosciuto durante il cammino, qualcuno che, almeno agli occhi di Davide, ha trovato il proprio posto nel mondo. Insieme dovrebbero affrontare un trekking nel parco del Cairngorms.

Ma una volta arrivato, Davide non riesce più a mettersi in contatto con l'amico. Dopo aver aspettato, decide di partire lo stesso, da solo. Durante l'escursione si imbatte in una squadra di soccorso che cerca un ragazzo disperso tra le montagne, e capisce in fretta che il disperso è Sebastián. Da quel momento la vacanza che immaginava si rovescia: l'uomo che era venuto a incontrare diventa l'assenza attorno a cui ruota tutto, e in quell'assenza Davide riconosce qualcosa di sé.

Tornato in città, trova Aviemore in stato d'allerta. Gli elicotteri battono il parco, i volontari si organizzano, e all'orizzonte si annuncia una bufera che restringe il tempo. Quella notte Davide sogna il Perù, una terra che non ha mai visto. La madre di Sebastián, arrivata da lontano, si rivolge a una maga per avere notizie del figlio: durante la seduta affiora l'immagine di una baita isolata tra le montagne. Il confine tra reale e sognato si fa sottile, e Davide finisce per crederci.

Il giorno dopo prova ad avvertire le autorità: pensa di sapere dove Sebastián possa trovarsi. Ma le squadre sono già partite per un ultimo tentativo, prima che la tempesta renda impossibile proseguire. Quando rientrano, di Sebastián non c'è ancora traccia. La mattina dopo Aviemore è immobile, quasi deserta, sospesa nell'attesa della bufera. Davide dovrebbe rimettersi in viaggio verso casa. Invece imbocca da solo il sentiero che porta dentro il Cairngorms, in un ultimo tentativo di trovare l'amico, e di non perdere del tutto sé stesso.

Nota dell'autore

Ho vissuto cinque anni in Scozia, dove ho frequentato l'Università di Stirling. Non è a nord quanto Aviemore, ma è abbastanza sperduta nella natura da avermi impressionato per la sua dimensione sospesa e selvaggia, soprattutto d'inverno. Un giorno un mio amico partì per Aviemore perché un suo conoscente era scomparso nel parco del Cairngorms. Io non andai, però la cosa mi rimase addosso al punto da continuare a seguirla sui giornali, fino a quando, anni dopo, il corpo del ragazzo venne ritrovato appena fuori città.

Mi sono chiesto perché quella storia mi fosse rimasta così impressa. In primo luogo perché ci ho riconosciuto una mia paura, credo diffusa tra chi si affaccia alla vita adulta: la sensazione, o forse la consapevolezza, di essere ancora persi nonostante gli sforzi per trovare una direzione. In secondo luogo perché lo smarrimento non riguardava solo una persona, ma anche il luogo in cui era scomparsa: un paesaggio che sembrava assorbirla senza restituirla.

Per questo ho voluto tenere l'ambientazione ad Aviemore, il cui nome in gaelico significa "Il grande volto". Il valore di questa storia sta nel provare a raccontare quello stato attraverso un immaginario insieme contemporaneo e universale: il viaggio, l'estraneità che si prova in un paese straniero, e il tentativo di ritrovare un rapporto con la natura come forma di orientamento, o almeno di tregua rispetto allo smarrimento.

Temi

Il grande volto tiene insieme pochi nuclei che si rispecchiano l'uno nell'altro.

Lo smarrimento. La paura di essere ancora persi proprio quando ci si affaccia alla vita adulta, nonostante gli sforzi per trovare una direzione.

Il viaggio e l'estraneità. La condizione di chi vive lontano da casa, sospeso tra il bisogno di fuga e il richiamo del ritorno.

Il doppio. Sebastián è ciò che Davide vorrebbe essere: qualcuno che ha trovato il proprio posto. La sua scomparsa diventa lo specchio dello smarrimento del protagonista.

La natura come orientamento. Il paesaggio invernale del Cairngorms non è uno sfondo, ma una presenza: ostile e materna insieme, l'unico possibile punto di riferimento.

Il confine tra reale e onirico. Il sogno, la maga, l'immagine della baita: la tensione del thriller nasce dal punto in cui la realtà comincia a sfaldarsi.

Note di regia

Il film vive del punto di vista di Davide e dello spazio che lo circonda. La macchina lo segue da vicino mentre si aggira per Aviemore, poi si apre sulla scala schiacciante delle Highlands, perché il suo smarrimento sia anche un fatto fisico: una piccola figura dentro un paesaggio che la osserva senza rispondere. La fotografia parte dal grigio invernale e dalla luce breve del giorno scozzese, fredda e desaturata, e lascia che il bianco della neve e il nero della roccia dominino l'immagine.

La componente thriller non si gioca sull'azione ma sull'atmosfera: l'attesa della bufera, gli elicotteri lontani, la comunità che si stringe, e quel lento scivolare verso una dimensione perturbante quando entrano in scena il sogno e la seduta dalla maga. È il registro in cui i due riferimenti, Into the Wild e Twin Peaks, si incontrano: da una parte il viaggio solitario nella natura e la sua bellezza indifferente, dall'altra il mistero che incrina la quotidianità di una piccola cittadina.

Il suono accompagna questo scivolamento: il vento, il silenzio della neve, le voci della comunità che arrivano attutite, e i frammenti del Perù sognato che si insinuano dove non dovrebbero. Niente è dichiarato fino in fondo. Il film lascia allo spettatore lo stesso dubbio del protagonista, sospeso tra ricerca razionale e presagio.

Personaggi

Davide (21). È in viaggio da tempo, eppure sembra più provato dalle chiamate della famiglia e dall'incombenza del rientro in Italia che dalla sua vita precaria da viaggiatore. La scomparsa di Sebastián accelera la fine del viaggio e insieme lo costringe a deviare da ogni direzione già immaginata, trasformando l'ultima tappa in qualcosa di imprevisto.

Sebastián. Non si vede mai, lo conosciamo solo dalle persone che lo conoscevano. In un certo senso è ciò che Davide vorrebbe essere, perché ad Aviemore, almeno agli occhi di Davide, ha trovato il suo posto. Appena scompare, diventa lo specchio in cui il protagonista riconosce il proprio smarrimento.

La madre di Sebastián. Una presenza lontana che arriva fino ad Aviemore anche attraverso il sogno, e raggiunge Davide in un modo in cui la sua stessa famiglia non riesce. La sua angoscia per il figlio rende evidente il conflitto che Davide vive rispetto al proprio ritorno. Con lei non può restare a distanza: la sua sofferenza è concreta e lo costringe a confrontarsi con la possibilità reale della perdita.

Setting

La storia si svolge ad Aviemore, piccola cittadina delle Highlands scozzesi alle porte del Parco Nazionale del Cairngorms. I luoghi ricorrenti sono pochi e riconoscibili: la stazione, il Waterhouse Inn come cuore della comunità, il parco con i suoi sentieri e la baita isolata che affiora nella seduta. L'inverno, il clima e il senso di isolamento sono parte integrante dell'identità visiva del film.

Pubblico di riferimento

Il film si rivolge a un pubblico young adult, tra i diciotto e i trentaquattro anni: una fascia attraversata dalla sensazione di non sentirsi rappresentata né dal proprio luogo di nascita né dalle aspettative sociali e familiari. Secondo lo studio della Fondazione Nord Est, si stima che oltre il 17 per cento dei giovani migranti europei compia scelte di esilio guidate da fattori emotivi ed esperienziali, mosse dal desiderio di ricerca, se non di fuga, verso o da luoghi senza radici. Davide ne incarna le aspirazioni: il conflitto con la generazione dei genitori e, insieme, il bisogno di trovare un posto in cui ancorare, anche solo per un momento, i propri dubbi e le proprie attese.

Il mio ruolo

Produttore

Autore

Eugenio Maderna

Formato

Cortometraggio di finzione

Genere

Dramma, thriller

Durata stimata

20 minuti

Ambientazione

Aviemore, Highlands (Scozia)

Lingua

Inglese, Italiano

Stato

Sceneggiatura completa, in cerca di produzione

Team

Martina Rocca, Nicolò Bartolini, Sara Montani

Anno

2026

Nota

Il nome Aviemore, in gaelico, richiama l'idea di un "grande volto": le montagne del Cairngorms che, a chi sta sotto, danno la sensazione di un viso immenso sospeso sopra la valle, capace di osservare e di assorbire chi vi si addentra. È lo sguardo muto della natura su un ragazzo che si è perso.

Moodboard visiva.

Proposta di produzione.

Struttura di coproduzione

Una produzione a maggioranza italiana con una componente di coproduzione minoritaria scozzese. La geografia della storia, divisa tra l'Italia e le Highlands, disegna in modo naturale questa struttura e apre all'accesso a fondi e incentivi dei due territori.

Italia

  • Trentino, polo operativo. Principale polo per gli interni e per l'intera post-produzione, anche grazie a un produttore residente. Le ambientazioni montane trentine ricreano atmosfere coerenti con quelle scozzesi, ottimizzando costi e organizzazione.
  • MiC. Richiesta di Contributi Selettivi allo sviluppo e alla produzione presso il Ministero della Cultura.
  • Tax Credit Cinema. Credito d'imposta fino al 40% delle spese sostenute in Italia, mantenendo i requisiti della coproduzione a maggioranza italiana.
  • Trentino Film Fund e Green Film. Contributo fino al 50% delle spese territoriali, fino a 50.000 euro, grazie all'adesione al protocollo Green Film.

Regno Unito e Scozia

  • Scozia, esterni. Aviemore e le Highlands sono la location principale per gli esterni, per ragioni narrative ed estetiche imprescindibili. Autore residente in Scozia e maestranze locali esperte di riprese in montagna.
  • BFI. Sostegno ai programmi britannici per coproduzioni internazionali con potenziale distributivo.
  • Short Circuit, Sharp Shorts. Fondo scozzese per cortometraggi autoriali e internazionali, compatibile con il progetto.
  • UK Tax Credit. Rimborso fiscale britannico sulle spese sostenute nel Regno Unito.

Crowdfunding

Campagna su Seed&Spark, piattaforma internazionale per produzioni indipendenti, con materiali esclusivi, aggiornamenti dal set e attività di community. Ispirato a una vicenda realmente accaduta nella cittadina in cui è ambientato, il film punta a una partecipazione emotiva dei cittadini, rafforzando il legame con il territorio.

Pianificazione produttiva

  • Sviluppo, 3 mesi. Sceneggiatura e ricerca del budget.
  • Pre-produzione, 1 mese. Location scouting, contatti con il Parco dei Cairngorms e con la troupe.
  • Riprese in Trentino, 7 giorni. Interni del Waterhouse Inn e raccordi montani, con tempi ottimizzati dal controllo del set.
  • Riprese in Scozia, 7 giorni. Finestra ampia per la logistica degli esterni, le poche ore di luce invernale e il maltempo.
  • Post-produzione, 2 mesi. Montaggio, sound design, VFX, color, master e avvio della strategia festival.

Criticità operative

  • Permessi. Coordinamento con Screen Scotland e le autorità del Parco dei Cairngorms.
  • Cash-flow. Tempistiche diverse dei fondi italiani e britannici, con copertura anticipata delle spese in Scozia.
  • Sicurezza. Protocolli per il clima estremo delle Highlands, Safety Officer dedicato e piano di evacuazione medica.

Riferimenti

  • Into the Wild (2007, Sean Penn). Il viaggio solitario, la fuga da sé, la natura come destinazione e come limite.
  • Twin Peaks (David Lynch). La piccola comunità, la scomparsa, la dimensione onirica e perturbante che incrina il reale.

Destinazione e festival. Il percorso unisce dimensione autoriale, cinema di montagna e legame territoriale con Scozia e Trentino: Glasgow Short Film Festival, Trento Film Festival, Clermont-Ferrand, Aspen Shortsfest, tra gli altri.

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