Si può amare chi ha paura di amarsi?
Riccardo vola a Berlino in vacanza con Alex, il migliore amico di cui è segretamente innamorato, e scopre che anche lui nasconde lo stesso segreto. Ma per Alex accettarsi fa più paura di tutto, e la vacanza dei sogni diventa la notte in cui Riccardo impara a scegliere sé stesso.
Riccardo e Alex hanno diciannove anni e sono migliori amici da quando andavano a scuola insieme a Milano. Partono per Berlino, e per Riccardo non è solo la vacanza che sognava da tempo: è soprattutto l'occasione di stare accanto ad Alex, di cui da poco ha capito di essersi innamorato. Tra un club e l'altro scopre per caso che Alex usa un'app di incontri gay e si convince di essere ricambiato. Ma quando trova il coraggio di dichiararsi, Alex lo respinge, poi cede, poi si tira indietro, e la mattina dopo rinnega tutto: da quel giorno, dice, starà solo con le ragazze, per "guarire". Riccardo riparte da solo. Ferito ma, per la prima volta, libero di essere sé stesso, lascia Berlino per andare incontro al suo futuro, lontano da chi non ha saputo amarlo.
Berlino, oggi. Riccardo e Alex, diciannove anni, sono migliori amici fin dai primi giorni di liceo a Milano. Sono partiti per la vacanza che Riccardo sogna da mesi, ma la vera ragione della sua felicità non è la città: è la possibilità di passare del tempo da solo con Alex, per il quale ha cominciato a provare dei sentimenti che vanno oltre l'amicizia.
La vacanza scorre tra notti nei club e giornate trascinate dalla stanchezza e dall'entusiasmo. Fin dalla prima sera il loro rapporto si muove nel territorio incerto del non detto. In pista, due ragazze si avvicinano proponendo quella che chiamano "Molly". I due, che non hanno mai avuto esperienze con le droghe, restano interdetti. Alex chiede ingenuamente di cosa si tratti e prova goffamente a fare colpo su di loro, ma le ragazze se ne vanno divertite. Riccardo osserva ogni gesto dell'amico come se potesse nascondere una risposta: la testa che gli cade sulla sua spalla durante un viaggio in S-Bahn; e, prima di addormentarsi, le fantasie di Alex di trasferirsi un giorno insieme oltreoceano, là dove Riccardo è stato ammesso all'università.
In un negozio dell'usato Riccardo compra due braccialetti di cuoio con un pendente a forma d'ancora e ne regala uno all'amico, che però lo infila in tasca quasi senza guardarlo, distratto dal telefono.
È proprio quel telefono a cambiare tutto. Una notte, roso dalla curiosità, Riccardo lo prende di nascosto mentre Alex dorme e scopre che l'amico frequenta un'app di incontri gay. Il ragazzo non sa come reagire e passa la giornata in preda all'incertezza. Quando, la sera dopo, sulla terrazza panoramica di un club parte la canzone che da anni accompagna la loro amicizia, Riccardo trova il coraggio di fare coming out e spera che Alex faccia lo stesso. La reazione, però, è diversa da quella che immaginava. Alex si chiude, tira in ballo Alice, la ragazza che Riccardo ha lasciato da poco, e propone di tornare a casa per "dormirci su". Il giorno seguente Alex si comporta come se nulla fosse successo, lasciando Riccardo ancora più smarrito.
L'ultima notte i due finiscono in un club ricavato dal caveau di una vecchia banca. Bevono molto; ubriaco, Riccardo bacia Alex ma viene respinto. Poi, trattenendo le lacrime, gli confessa di amarlo e di conoscere il suo segreto. A quel punto è Alex ad avvicinarsi: nel fumo denso che invade la pista i due si baciano e finiscono per fare l'amore nei bagni del locale. Una volta usciti, però, Alex diventa di colpo gelido: gli intima di non parlare mai più di quella notte e gli annuncia che d'ora in avanti frequenterà soltanto donne, sperando che sia la sua "cura". Riccardo perde le staffe e lo lascia lì, scendendo una fermata prima della loro per allontanarsi da solo nella notte.
Cammina lungo la East Side Gallery e si ferma davanti al murale del bacio tra Honecker e Brežnev. Raggiunta poi la riva della Sprea, chiama Alice. Le racconta tutto: il coming out, l'amore per Alex, la delusione e la confusione degli ultimi giorni. Dopo lo stupore iniziale, la ragazza lo incoraggia: il futuro che lo aspetta è altrove e un giorno incontrerà qualcuno capace di amarlo senza paura. Riccardo si sfila dal polso il braccialetto con l'ancora e lo lascia cadere nel fiume.
Il giorno dopo, all'aeroporto i due non si parlano. Tornati a Milano, si separano nella folla della metropolitana con un saluto veloce. Riccardo nota il braccialetto al polso di Alex. Gli rivolge un ultimo cenno e prosegue per la sua strada.
Il film si chiude due mesi più tardi, dall'altra parte dell'oceano. Riccardo attraversa in ritardo il campus della sua nuova università quando, davanti alla biblioteca, gli viene incontro lo studente che gli farà da guida per l'orientamento; si presenta e gli stringe la mano. Si sorridono. Per Riccardo un altro inizio è possibile: amare, ricominciare. Ancora.
Ancora tiene insieme pochi nuclei, fatti risuonare l'uno nell'altro.
Il primo amore e la prima ferita. L'età in cui scoprire di amare e scoprire di poter essere feriti coincidono. Riccardo esce dalla vacanza diverso da come c'è entrato.
Uscire da sé stessi. Il coming out non come traguardo, ma come gesto di libertà: smettere di nascondersi anche quando l'altro sceglie di restare chiuso.
L'omofobia interiorizzata. Alex non è un antagonista, è uno specchio doloroso: la paura di accettarsi può fare più male di qualsiasi rifiuto. La sua "cura" è la vera malattia del film.
La città come soglia. Berlino, lontano da casa, è lo spazio franco in cui ci si può finalmente dire la verità. La vacanza è una parentesi che cambia tutto.
Lasciare andare per ripartire. L'àncora gettata nel fiume: a volte crescere significa scegliersi, e scegliere un futuro, contro chi non sa amarci.
Ancora vive di prossimità e di sguardi. La macchina sta addosso a Riccardo, ne segue il punto di vista quasi senza staccarsene: vediamo Alex come lo vede lui, desiderato e indecifrabile, sempre un passo più in là. Il desiderio, il non detto e la gelosia passano per i corpi e i gesti minimi, una testa che si appoggia su una spalla, uno sguardo di troppo, un telefono che illumina il buio.
La città è il secondo personaggio. Berlino di notte, i suoi club, le luci, il fumo artificiale che avvolge le piste sono insieme realtà e stato d'animo: il fumo che nasconde e libera, in cui ci si può toccare senza essere visti. La fotografia parte da una palette notturna e satura, magenta ed elettrica nei club, per aprirsi, nel finale americano, a una luce diurna, ampia e pulita, il respiro di una vita nuova.
Il suono e la musica sono drammaturgia: la techno scandisce il battito emotivo del film, e una canzone diventa il filo che lega Riccardo e Alex. La scena d'amore è trattata con verità e pudore, mai con compiacimento: ciò che conta non sono i corpi ma ciò che si rompe subito dopo. Il film alterna l'euforia della scoperta e il gelo del rifiuto con la stessa misura, senza giudicare nessuno dei due ragazzi.
Riccardo (19). Sensibile, trattenuto, sull'orlo di una vita adulta che lo aspetta lontano da casa. Innamorato per la prima volta, impara a dire la verità su di sé e a non barattarla con l'amore di chi non è pronto a ricambiarla. È il cuore e il punto di vista del film.
Alex (19). Solare, sfuggente, più fragile di quanto mostri. Desidera Riccardo ma ha paura di sé: la sua "cura" è una fuga. Non un cattivo, ma un ragazzo prigioniero della propria vergogna.
Alice (19). L'ex fidanzata di Riccardo, la prima persona a cui lui osa dire tutto. Voce di affetto e di lucidità, lo aiuta a guardare avanti.
Nick. Il ragazzo che Riccardo incontra all'università, oltreoceano. Una presenza breve ma decisiva: la promessa che un altro inizio è possibile.
Lungometraggio di finzione
Dramma, queer, coming-of-age
95 minuti
Milano, Berlino
Italia, Germania
Soggetto, in cerca di produzione
2026
© 2026 Massimiliano Folgheraiter
Il titolo tiene insieme due immagini. C'è l'ancora del braccialetto, ciò a cui Riccardo si aggrappa e che, gettandola nella Sprea, trova infine il coraggio di lasciare andare. E c'è l'avverbio del finale, ancora: amare di nuovo, ricominciare. Crescere, qui, significa scegliere il proprio futuro e lasciare indietro chi non ha saputo amarci.
Ancora racconta un'esperienza che migliaia di ragazzi attraversano e che il cinema italiano ha raccontato ancora poco con questa naturalezza: il primo amore omosessuale, il coming out, il dolore di amare chi non riesce ad accettarsi. Lo fa senza retorica e senza vittimismo, dal di dentro, con la leggerezza e la durezza dei diciannove anni. È una storia universale di crescita, che parla a un pubblico ampio molto oltre il pubblico LGBTQ+, perché chiunque ha conosciuto un amore non ricambiato e la fatica di scegliersi.
La cornice di Berlino e della sua cultura notturna dà al film un'identità visiva e musicale immediata e contemporanea, mentre il viaggio da Milano a Berlino, e poi verso una nuova vita lontano da casa, disegna un percorso di emancipazione che è anche geografico. Un film piccolo nella scala e grande nel respiro.
Destinazione e sviluppo. Il progetto guarda al circuito dei festival internazionali, con attenzione alle sezioni dedicate al cinema queer e alle opere prime e seconde, e a una distribuzione che unisca sala e piattaforme. La forza del tema, l'identità visiva e musicale e il profilo di coproduzione lo rendono adatto sia a un percorso d'autore sia a un pubblico ampio. Dal trattamento si passerà alla scrittura della sceneggiatura, primo passo verso lo sviluppo con i partner di coproduzione.
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